I cattivi esistono

Alcune persone compiono cattiverie inenarrabili pur di mettere al sicuro il proprio culo.
Alcune persone ti mettono nella merda per mettere al sicuro il proprio culo.
Alcune persone mentono spudoratamente per mettere al sicuro il proprio culo.
Alcune persone ti calunniano senza alcun senso di colpa per mettere al sicuro il proprio culo.
Quel culo che credi di aver protetto, te lo garantisco, non è al sicuro.
Comunque vadano le cose, è una promessa, il tuo culo sarà irriconoscibile.

June 24th, 2010 Written by Pier Online | No Comments »

Istantanea # 0022

Hai fatto del tuo meglio e hai fallito. La lezione è: Non ci provare mai più.

June 24th, 2010 Written by Pier Online | No Comments »

Io sono un uomo, non la tua missione.

E’ difficile che io offenda una persona senza volerlo: mi sembra più facile – come fai tu – trovare un pretesto per offendersi a tutti i costi. È quello che fai se qualcuno non ti ama da suicidarsi entro due minuti, se non vuole sposarti immediatamente. Pazienza.
Ma c’è un passaggio, della tua lettera demenziale, che non posso perdonarti: «Tu ami i tuoi compositori tetri, dormi in una stanza con le pareti blu, i tuoi giorni sono la replica dei precedenti. Ovvio che io ti irriti. Spero che tu sia capace di sapere che cosa farai domani, magari anche dopodomani: si vive meglio, sai. Ti auguro di imparare presto a lasciarti avvicinare da quelli che vogliono darti qualcosa: ne avresti davvero bisogno».

Ecco: io, a differenza tua, non pretendo di stravolgere vite altrui.
Non sempre, forse non ora. Tu invece parli come se avessi la ricetta per rendere felici tutti gli uomini del mondo: tu sapresti come fare, e ogni tanto lo fai, impetuosa, emotivamente invadente. Con me non ha funzionato e adesso non ti dai pace: perché è stata solo una domenica e un’avventura, dici.
E io in effetti non manderò a quel paese i miei compositori e le mie pareti blu, e neanche i miei giorni «replica dei precedenti», povera ragazzetta insolente. Non ascolterò i tuoi dischi new age, non appenderò stampe colorate da studentessa del liceo artistico. Io sono un uomo, non la tua missione.

E tu sei una ragazzina che non sa godersi una domenica per come è venuta: devi corrompere tutto col tuo pathos imprescindibile ed egoriferito, cercare in me i segni del tuo definitivo passaggio, e se non trovi nulla, piuttosto, t’inventi qualcosa, alimenti tensioni che – credi – mi terranno sulla corda. E invece mi fracassano solo le palle.
Questa nostra discussione numero 300, per esempio: l’ho voluta io? Servirà a qualcosa? Per come sei fatta, poi, già lo so: presto ridiventerò un nemico. Parlerai e sparlerai di me: nel tuo ambiente di zabette altro non fate. Io, di te, non parlerò con nessuno. Quando hanno provato a parlarmi male di te, una volta, li ho diffidati perché lì c’ero io.
E non m’importa che cosa abbiano pensato: neanche a loro avrei potuto spiegare che sono solo un uomo, uno che ha passato una bellissima domenica con te. E basta.

Filippo Facci

June 14th, 2010 Written by Pier Online | No Comments »

Dobbiamo parlare

Ogni giorno circa 2.500.000 di persone sentono di dover chiarire la propria posizione con il partner. Ogni giorno oltre il 90% di queste persone non riesce nell’intento.

Alza il sopracciglio, proprio come facevi tu quando mettevi in scena il tuo scetticismo di fronte ad una mia parola di troppo. Solo che la persona che ho di fronte non sei tu. No, non c’è la donna che ho adorato. La persona che ora sta alzando il sopracciglio indossa un camice bianco, perché è un medico. E sta guardando le mie lastre.
No, non c’è bacio liberatorio che possa riportare il sopracciglio ad una posizione rilassata. Come se non bastasse, io non subisco il fascino della divisa, sono decisamente etero e, anche se non lo fossi, il medico è decisamente bruttarello.

Senta, stavolta deve prendere un tantino sul serio la cosa – mi dice - deve smetterla di stressare quella corda vocale. La neoplasia polipoide è notevolmente iperemica*… ”

“Dottore, mi parli in parole povere o diventerà iperemico pure lei.”
Lei parla troppo. Deve smetterla di parlare così tanto o… la zona continuerà ad essere stressata. Le prescrivo del Tranex, in fiale.

“Tornerò a cantare?”

Ci sono eccellenti probabilità. Ma deve attenersi scrupolosamente alle mie direttive. E le mie direttive sono che lei – nei prossimi tre giorni – deve stare il più possibile zitto!

Il periodo compreso fra l’8 ed il 10 Giugno, è di gran lunga l’arco di tempo in cui ho parlato di più.

*Iperemica: irrorata di sangue.

June 8th, 2010 Written by Pier Online | No Comments »

Non si rubano i sogni ai bambini

June 4th, 2010 Written by Pier Online | No Comments »

Istantanea # 0021

Quelli che usano gli argomenti che ti danno ragione… per darti torto.

May 26th, 2010 Written by Pier Online | No Comments »

Non posso esimermi

May 21st, 2010 Written by Pier Online | 6 Comments »

Interismi
(dimmi come esulti e ti dirò chi sei)

Il problema, sia chiaro, non è l’Inter ma gli interisti.  Meglio dire gran parte di loro.
Il Milan non produce gioco e interpreta  la partita senza testa. L’Inter ha voglia di giocarsela sul serio. E alla fine porta a casa il risultato. Ma, dicevamo, il problema non è l’Inter, che vince meritatamente, quanto la gran parte degli interisti. Oramai ne sono convinto.
Provo a discuterne con loro, con la parte che definisco “sana”. E, sorpresa delle sorprese, mi sento dare ragione.

Quello che ravviso è che riescono ad essere disperati, biliosi e piagnoni persino quando vincono. Si dice che il modo con cui si festeggia una vittoria dica molto di più delle persone di quanto non faccia una sconfitta. C’è un grosso problema psicologico mai risolto se, anche quando vinci, non sei in grado di godertela e piuttosto occupi il tempo a recriminare. Se su un derby si mette il carico di tutti gli schiaffi presi nel corso della propria esistenza di tifoso, allora siamo di fronte a qualcosa di profondamente diverso. Questo ci allontana inesorabilmente dall’essere puramente un tifoso sfegatato perché attiene principalmente al campo della psicologia. Mi fa venire in mente quando da bambini si giocava a calcetto e, dopo interminabili sessioni da scardinare i polsi, si rilanciava con “chi vince questa vince tutto”. Come se bastasse una sola partita per la riabilitazione totale e definitiva.

Le inquadrature insistite sui tifosi che urlano con occhi spiritati “e adesso muti!” fanno venire in mente fenomeni come l’isteria collettiva, sono ben lontani dalla trance agonistica e dall’entusiasmo per una vittoria. C’è qualcos’altro in quegli sguardi di follia che va al di là, e viene voglia di ringraziare Dio che non abbiano un motorino tra le mani altrimenti è lecito immaginare quale potrebbe essere l’epilogo. Immagini lontane anni luce dai leciti e naturali festeggiamenti per una vittoria. C’è tutta la frustrazione di una vita, l’abitudine consolidata nel tempo alla sconfitta, la triste consapevolezza che – come qualcuno mi ha fatto notare – basta arrivare a Lugano perché la propria squadra diventi improvvisamente sconosciuta.    Ma i tifosi proclamano con le pupille dilatate – “E adesso silenzio!”
Ma perché invocare il silenzio?
Per fortuna gli interisti non sono tutti così.

A corredo di tutto questo, eccoci con i soliti favori ricevuti e la rabbia per quelli non ricevuti…  il fallo di mano di Maicon in area, senza che venga richiesto il calcio di rigore, e l’imbarazzante simulazione dello stesso che regala punizione e il 2-0, sono esempi che non prevedono una smentita. Sono lì, sotto gli occhi di tutti. Ma si grida ugualmente al complotto.

Muti?
Silenzio?
Silenzio, un cazzo.
Il DNA europeo non si inventa, l’eleganza non si improvvisa, lo stile abita altrove, la filosofia della vittoria pure.

January 25th, 2010 Written by Pier Online | No Comments »

Annozero – The Game

January 22nd, 2010 Written by Pier Online | 2 Comments »

James Cameron ha già vinto

Sì, sono proprio io.Succede che George Lucas abbia rilasciato l’ennesima allarmante dichiarazione all’indomani della consegna dei Golden Globes. Anzitutto, per completezza di informazione, il vecchio rimbambito è rimasto scioccato da Avatar. Sono anni, a suo dire, che vorrebbe tentare di trasportare la vecchia trilogia di Star Wars in formato 3D,  eppure, non più tardi di cinque anni fa, dichiarava che il 3D era una tecnologia morta e senza speranza di essere utilizzata a fini commerciali.

Ora però James Cameron lo ha spettinato con gli spilungoni azzurri di Pandora e sembra che Lucas, questo vuol farci credere, nella sua vita non abbia pensato ad altro che a questo. Quello che a noi risulta chiaro è che solo recentemente abbia trascorso qualche notte in bianco e che, solo dopo essere rimasto ad occhi spalancati per colpa di Avatar, abbia preso seriamente in considerazione di rimettere mano (ancora?!) alla sua vecchia space opera.

Dopo aver stuprato la trilogia di Indiana Jones con un quarto capitolo inguardabile (ma fanno eccezione i primi 15/20′ di film), ora ci dice che i tempi sono maturi. Un campione di coerenza.

Nel frattempo qualcuno ha fatto un altro confronto tra Avatar e Star Wars: il film di Cameron arriva in testa alla classifica dei botteghini USA da 5 weekend, incassando così circa 491,8 milioni di dollari e prendendo così il posto proprio di Star Wars come terzo film “acchiappasoldi” di tutti i tempi (sempre negli USA) (italiansubs.it).

Ergo possiamo dedurne, con un eccellente margine di sicurezza, che Lucas ce l’ha piccolo.

January 21st, 2010 Written by Pier Online | 2 Comments »