SERVIZIO AI PIANI

Soundtrack

Per una miglior fruizione del testo si consiglia l’ascolto preventivo della colonna sonora.


ascensoreDevo ammettere che un po’ me l’aspettavo.
C’era qualcosa di te che avevo percepito solo a livello inconscio, e che ti mancasse qualche rotella era piuttosto evidente. Ovviamente avevo notato anche tutto il resto. Un fisico come il tuo può mandare un unico, irresistibile messaggio.Testa matta e fisico spaziale. Le due cose insieme hanno creato il corto circuito e, si sa, io a certi richiami non so resistere e manco ci provo a farlo. Mi sei piaciuta subito e, anche se certi finali sono nell’aria fin dalle prime battute, io mi butto sempre in situazioni del genere. Fin da quando mi hai detto “ciao” e io prim’ancora di rispondere al saluto mi stavo già presentando, avevo capito che c’era trippa per gatti. E bada, nella metafora il gatto sono io. Tu, con rispetto parlando, sei la trippa.
Come nella miglior tradizione ti ho dapprima mostrato interesse e poi mi sono defilato, proprio per creare una sospensione e giocare con la mia assenza. E tu non hai resistito. E’ stato sufficiente aspettare.

Quindi ti sei fatta avanti, ma solo a parole.
A me invece è toccato di seguirti in ascensore e agire, facendo quello che so fare meglio. Ho calcolato tutto, e ho camuffato i miei calcoli facendoli apparire come incredibili scherzi del caso. “Toh, anche tu qui?”
L’ho già detto, mi piacevi. E ho cercato di dimostrartelo nei pochi secondi di discesa che ci separavano dal piano terra. A giudicare dalle tue reazioni, io piacevo a te. Lo hai confermato ampiamente anche quando siamo risaliti.
“A che piano vai?”
“Siamo sullo stesso piano.”
“Se la metti su questo piano…”
“Piano, ti prego.”
“Tranquilla ho un piano.”
“Ok, ma facciamo piano.”

In ascensore siamo perfetti. Appena usciamo però smettiamo di capirci.
A volte il sesso ha un vocabolario limitato.



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SERVONO BIGLIETTI DA VISITA?

Food business cards

Fatevi un giro su questo sito, come al solito trovato per caso.
Troverete, a mio parere, alcune delle idee più brillanti ed innovative per promuovere il proprio business. Quello sulla sinistra, per esempio, ha a che fare con il cibo.
Che cosa c’è di meglio di un morso per evocare il piacere di mangiare?

I biglietti da visita più strani, inconsueti e geniali che abbia mai visto.
Alcuni vi lasceranno un sorriso sulle labbra.
Altri vi stupiranno.

Provate ad andare QUI, forse c’è quello che fa al caso vostro…



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COMING SOON

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ADDIO, CHARLTON
“It’s been quite a ride. I loved every minute of it.”

Ho un volto che appartiene a un altro secolo“.
Charlton Heston

“Come abbiamo fatto a spaccare in due il Mar Rosso? Ho sempre creduto fosse merito di Charlton.”

Cecile B. De Mille

Charlton HestonParafrasando Woody Allen, la sua era “la faccia di chi vorresti alla guida del tuo aereo“*.
Il senso di sicurezza e l’affidabilità, ma anche il buon senso e l’eroismo. Metti che se le cose si mettano male… a chi, se non a lui, affideresti la tua sopravvivenza? Difficile parlare in maniera esaustiva di Charlton Heston, perchè gli aggettivi e la filmografia sterminata non bastano a dare senso ad un’icona vera e propria che incarnava ed incarna il mito dell’uomo tutto d’un pezzo. Assolutamente indistruttibile e non parodiabile. Si può cercare di scimmiottare una leggenda?
No, si può solo cercare di farsi ispirare da lui e dalla sua presenza monumentale. In gran parte lo ricorderemo sempre per essere stato Ben Hur, Mosè e Michelangelo. E di sicuro sono ruoli da far tremare le vene nei polsi a chiunque. A me però piace ricordarlo in un modo particolare, e in verità poco noto. A raccontarvelo e basta, rischierei di essere preso poco sul serio ma per fortuna c’è Youtube che garantisce la prova audiovisiva. Ebbene, si racconta che quando Steven Spielberg e George Lucas stavano definendo le linee guida del personaggio di Indiana Jones, dopo lunghe e tormentate sedute di brain storming, si arresero all’idea che non avrebbe avuto senso partire da zero. Tenendo bene a mente che il loro eroe avrebbe dovuto racchiudere in sè il concetto di epico, avventuriero e leggendario, si misero il cuore in pace e fecero la scelta. In qualche modo rubarono a piene mani da ciò che già era stato reso in maniera perfetta da Charlton quasi trent’anni prima, cioè il paradigma stesso dell’eroismo e dell’integrità. Senza nulla togliere al genio di Spielberg, che ha re-inventato un genere e neanche ad Harrison Ford che, proprio come Heston, resta icona inossidabile agli attacchi del tempo, provate a dare un’occhiata qui sotto e avrete le prove di ciò che dico. Il video è tratto dal fim I Segreti degli Incas. (Cliccate sul titolo per vedere la sorprendente locandina)

 

ben hurFacciamo un giro nella sua filmografia, ora: Il più grande spettacolo del mondo (1953), il già citato I dieci comandamenti (1957), in cui Heston era Mosè (o forse è vero il contrario), Ben Hur (che gli valse il premio Oscar nel ‘60), El Cid (1961), Terremoto (1974). Interpretò e in parte produsse L’infernale Quinlan (1958) di Orson Welles e Sierra Charriba (1964) di Sam Peckinpah. Heston, come si è detto, fu uno splendido Michelangelo ne Il tormento e l’estasi (1965). Nel ‘68 un altro indimenticabile ruolo, nell’arcinoto classico Il Pianeta delle Scimmie. Adorato dai registi, anche in tarda età, continuò a lavorare seppur con minor intensità, riuscendo ancora a dare prova di essere capace di interpretazioni memorabili. Fu voluto da John Carpenter per Il Seme della Follia, da Oliver Stone in Ogni maledetta domenica, e da Kenneth Branagh nel suo indimenticabile Hamlet. Voglio ricordare anche il gustoso cameo in Wayne’s World 2, dove in pochi secondi dimostra di poter fare venire la pelle d’oca, recitando alcune battute volutamente banali in un film dichiaratamente demenziale. Pochi secondi per rubare la scena ed essere ancora magicamente epico, avventuriero e leggendario.

Charlton Heston 3Michael Moore nel suo documentario Bowling for Columbine lo intervistò a modo suo, cioè con quell’irritante moralismo che, nel bene e nel male, lo ha reso noto. Charlton Heston era alle soglie degli ottant’anni, con un fisico già minato dall’Alzheimer e dai tremori. Moore, vigliaccamente, giocò le sue carte nel modo che ritenne essergli più congeniale, cioè mirò ad essere sgradevole. Si fece ospitare nella casa di Heston (in quanto Heston fu Presidente e rappresentante di un’associazione che rivendica il possesso di armi a scopo di autodifesa) per una chiacchierata, mutuando almeno in parte gli stilemi tipici della candid camera. A sorpresa, nel bel mezzo dell’intervista, il regista decide di consegnargli la foto di una bambina uccisa da un coetaneo in una scuola elementare americana. Dopodichè, non pago, approfittò per ricordargli i morti della Columbine School di Littleton.
Diciamolo pure, ignobilmente e senza decoro, il corpulento regista tentò di strumentalizzare la situazione (va precisato che ebbe a chiedere scusa per l’eccessiva aggressività). Tutto ciò, in ogni caso, non smosse minimamente il Sig. Heston. Neanche quando Michael Moore tentò un ennesimo attacco chiedendo ad Heston di scusarsi sostanzialmente per le sue idee. Nonostante l’Alzheimer e la vecchiaia, il goffo tentativo di colpevolizzazione, non sortì alcun effetto. Come un nonno orgoglioso o, se vogliamo, un uomo di altri tempi, Heston tirò fuori tutta la sua integrità e la sua coerenza. Semplicemente congedò il regista e si limitò ad accompagnarlo alla porta. Proprio come faremmo noi se un ospite si infilasse a casa nostra con l’inganno e poi decidesse di essere sgradevole e disonesto.

Charlton Heston ha ricoperto incarichi sindacali come Presidente del sindacato degli attori, successivamente è stato Presidente dell’American Film Institute ma soprattutto, negli anni ‘50 e nei ‘60, per chi ha voglia di ricordarselo, fu un fiero oppositore del Maccartismo e della guerra del Vietnam. Senza dimenticare che lottò accanto a Martin Luther King per il movimento dei Diritti Civili.

* Charlton Heston in effetti è stato pilota in Airport 75.

 

Charlton Heston 2“My Dear Friends, Colleagues and Fans: My physicians have recently told me I may have a neurological disorder whose symptoms are consistent with Alzheimer’s disease. So … I wanted to prepare a few words for you now, because when the time comes, I may not be able to. I’ve lived my whole life on the stage and screen before you. I’ve found purpose and meaning in your response. For an actor there’s no greater loss than the loss of his audience. I can part the Red Sea, but I can’t part with you, which is why I won’t exclude you from this stage in my life. For now, I’m not changing anything. I’ll insist on work when I can; the doctors will insist on rest when I must. If you see a little less spring in my step, if your name fails to leap to my lips, you’ll know why. And if I tell you a funny story for the second time, please laugh anyway. I’m neither giving up nor giving in. I believe I’m still the fighter that Dr. King and JFK and Ronald Reagan knew, but it’s a fight I must someday call a draw. I must reconcile courage and surrender in equal measure. Please feel no sympathy for me. I don’t. I just may be a little less accessible to you, despite my wishes. I also want you to know that I’m grateful beyond measure. My life has been blessed with good fortune. I’m grateful that I was born in America, that cradle of freedom and opportunity, where a kid from the Michigan Northwoods can work hard and make something of his life. I’m grateful for the gift of the greatest words ever written, that let me share with you the infinite scope of the human experience. As an actor, I’m thankful that I’ve lived not one life, but many. Above all, I’m proud of my family … my wife Lydia, the queen of my heart, my children, Fraser and Holly, and my beloved grandchildren, Jack, Ridley and Charlie. They’re my biggest fans, my toughest critics and my proudest achievement. Through them, I can touch immortality. Finally, I’m confident about the future of America. I believe in you. I know that the future of our country, our culture and our children is in good hands. I know you will continue to meet adversity with strength and resilience, as our ancestors did, and come through with flying colors - the ones on Old Glory. William Shakespeare, at the end of his career, wrote his farewell through the words of Prospero, in “The Tempest”. It ends like this: ‘Be cheerful, sir. Our revels now are ended. These our actors, as I foretold you, were all spirits and are melted into air, into thin air: And, like the baseless fabric of this vision, the cloud-capp’d towers, the gorgeous palaces, the solemn temples, the great globe itself, yea all which it inherit, shall dissolve and, like this insubstantial pageant faded, leave not a rack behind. We are such stuff as dreams are made on, and our little life is rounded with a sleep.’ Thank you, and God bless you, everyone.”

Charlton Heston
(9 August 2002)



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NIENTE PANICO

I lavori di ristrutturazione, il back up dei dati, il salvataggio delle email, la sostituzione del sistema operativo e tutto il resto sono terminati. E con loro è terminato anche il panico.

Dormo, adesso.



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QUANTUM OF SOLACE - Preview

Quantum of Solace - Preview



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MIO NONNO HA CENT’ANNI

Nonno Gigino



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LA POSIZIONE DEL DIMISSIONARIO

Il 5 Marzo è entrato in vigore il Decreto Interministeriale del 21.01.2008

1
. Il lavoratore che intenda dimettersi volontariamente dovrà recarsi dagli organismi delegati opportunamente stabiliti (Servizi per l’Impiego, Comuni, Direzioni provinciali e regionali del Lavoro e, dopo l’emanazione di un apposito decreto, anche Sindacati e Patronati);
2. l’organismo delegato si collega telematicamente al Sistema Informativo del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale ed inserisce i dati relativi alle dimissioni;
3. il Sistema Informativo rilascia il documento delle dimissioni volontarie con un codice univoco ed una data certa, dalla quale decorrono i 15 giorni di validità del documento stesso;

Una volta bastava una lettera: “Caro datore di lavoro, ho trovato di meglio. Ciao. In fede… ecc ecc
Oggi per dimettersi bisogna andare in un Centro per l’Impiego (normalmente un ex ufficio di collocamento), fare una fila di tre ore attendendo il proprio turno e poi finalmente mettersi a sedere di fronte ad un impiegato che manda gli sms alla sua tipa.
Scusami, eh… sai, le donne.
“…”

Dopodichè capisci perchè si debba aspettare così a lungo per una pratica che richiedeva al massimo 4 minuti netti.

Oggi non finiscono mai, guarda che fila…
“Eh certo… se mandi gli sms la fila aumenta.”

Ora io mi chiedo, non bastava mettersi d’accordo con il datore di lavoro con la solita vecchia e fidata letterina?
Immagino il prossimo passo. Quando per cagare chiederò il permesso al Ministero della Sanità.



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WORST COVER BAND EVER

I Silver Key sono avvisati…



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SPALLE AL MURO
I giorni del paracetamolo

Vecchio, diranno che sei vecchio.
Con tutta quella forza che c’è in te.
Vecchio, quando non è finita e hai ancora tanta vita.
E l’anima la grida e tu lo sai che c’è.
Spalle al Muro - Renato Zero


ANNO 2003 - Tra giugno e luglio

Beh, per cominciare dovresti evitare di stare a letto troppo a lungo.
“Senti, Isa… io dormo pochissimo.”
Mi hai chiesto di dirti le cose come stanno, no? E io ti sto dicendo le cose come stanno. Non ho detto che ti riguardano tutte. Ti sto facendo l’elenco di tutte le cose di cui devi, e ribadisco devi, tenere conto.
“Dai, scusa… continua.”
Quando scrivi al PC devi tenere i gomiti sul tavolo di appoggio.”
“Secondo me io sono immune da queste cose. L’importante è che io non vada a giocare a calcetto.”
Ascolta Pier, quella dell’attività fisica che fa male è una cazzata. Non esiste un’attività fisica che sia una, se fatta sufficientemente bene, che possa portare al dolore.
“E l’acido lattico?”
Dai, non fare il cretino. Io ti sto dando dei consigli… Qualche problema all’inizio è più che normale ma, appena hai superato la fase iniziale, i benefici sono di gran lunga superiori.
“Ma mi ci vedi a fare sport? Io mi stanco pure se gioco a biliardo. A proposito, dobbiamo andare una di queste sere. Potresti appoggiarti lascivamente al tavolo e osservarmi in adorazione mentre eseguo una garuffa da antologia. Io sentirei meno la stanchezza. “
Questo non succederà mai. Allora, che faccio? Continuo?
“Scusa, continua.”



ANNO 2005 - Dopo l’estate


Hai appena fumato.
“Sì…”
Lo sento… mentre respiri ti sento fischiare.
“Dici davvero?”
Se continui così non vai molto avanti… quanto pesi?
“78Kg”
Fisicamente sei messo bene, hai solo la pancetta… e non è detto che sia un male. Fumare però… a che scopo? E non lo dico solo per i tuoi polmoni o per il tuo cuore.
“Le hai viste anche tu le mie lastre… me lo hai detto tu che sembro un ragazzino. Hai cambiato idea?”
Sembri e sei un ragazzino, e come tutti i ragazzini pensi che questa cosa durerà in eterno. Se mai si presentasse un problema te ne occuperai a tempo debito, vero?
“Beh, non mi sembra sbagliato come ragionamento.”
Tutto va come deve, ogni giorno. Poi ti svegli una mattina che hai 10Kg di troppo, hai tra i 35 ed i 40 anni, e come tutte le mattine vai a fare colazione. Bevi il tuo caffè, entri nella doccia e poco dopo ti vesti per uscire. Esci di casa per andare a lavorare. Ti siedi davanti ad un computer e verso la metà della mattinata ti alzi per andare in bagno. Ed è lì che succede. Un dolore lancinante alla schiena ti brucia come una lama arroventata… e rimani bloccato con gli occhi lucidi. Io ti verrò in mente e, in quel momento, vorrai potermi spaccare la faccia.



ANNO 2008 - Lunedì 31 Marzo - ore 10.43

“Pronto Isa?”
Pier?”
“Sì… ti ricordi quando anni fa mi hai detto che… “
Sei rimasto bloccato con la schiena?
“Ehm… sì.”
Appoggiati ad un muro, ora… e mantieni la calma.



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