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	<title> &#187; Fiction</title>
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		<title>Quello che le donne dicono</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 08:50:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pier Online</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fiction]]></category>
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		<category><![CDATA[fidanzata]]></category>
		<category><![CDATA[relazione complicata]]></category>
		<category><![CDATA[single]]></category>

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		<description><![CDATA[La tua posizione è netta, inequivocabile e non lascia spazio a dubbi.
&#8220;Non so come ho fatto a starci insieme tutto questo tempo. No, davvero,  solo adesso mi è tutto chiaro.&#8221;
Poi fai una pausa e giochi con i capelli.
Ti accorgi che ti sto guardando con sospetto.
&#8220;Beh, che c&#8217;è? Perchè mi guardi così?&#8221;
&#8220;Ho l&#8217;impressione che tu non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La tua posizione è netta, inequivocabile e non lascia spazio a dubbi.<br />
&#8220;Non so come ho fatto a starci insieme tutto questo tempo. No, davvero,  solo adesso mi è tutto chiaro.&#8221;</p>
<p>Poi fai una pausa e giochi con i capelli.<br />
Ti accorgi che ti sto guardando con sospetto.</p>
<p>&#8220;Beh, che c&#8217;è? Perchè mi guardi così?&#8221;</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>&#8220;<em>Ho l&#8217;impressione che tu non creda ad una sola parola di quello che stai dicendo.</em>&#8220;</strong></p>
<p>&#8220;Quando una donna chiude un capitolo, lo chiude per sempre.&#8221;</p>
<p>E mentre lo dici usi un tono grave e mi punti il dito sulla faccia.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><strong>&#8220;Tra qualche giorno starete </strong></em><em><strong>di nuovo</strong></em><em><strong> insieme.&#8221;</strong></em></p>
<p>&#8220;Come si vede che non mi conosci. Tu non hai capito niente di me.&#8221;</p>
<p>E&#8217; trascorsa una settimana.<br />
Ieri mattina su Facebook non risultavi più single &#8211; Eri in una <em>situazione complicata</em>.<br />
E oggi precisi di essere <em>fidanzata ufficialmente</em>.<br />
La vergogna non conosce confini.</p>
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		<title>Al primo soffio di vento</title>
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		<pubDate>Thu, 07 May 2009 02:12:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pier Online</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fiction]]></category>
		<category><![CDATA[abitudine]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[caffè]]></category>
		<category><![CDATA[colpa]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
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		<description><![CDATA[La vuoi sentire la verità?
Sognavo di portarti il caffè a letto, anche se non te l&#8217;ho detto mai.
In giro ci sono uomini di segno opposto, uomini che passano il tempo a cercare la donna che porti loro il caffè mentre sono ancora nel letto con gli occhi impiastricciati, come fosse un dovere&#8230;
Immaginavo consuetudini, intimità e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La vuoi sentire la verità?<br />
Sognavo di portarti il caffè a letto, anche se non te l&#8217;ho detto mai.<br />
In giro ci sono uomini di segno opposto, uomini che passano il tempo a cercare la donna che porti loro il caffè mentre sono ancora nel letto con gli occhi impiastricciati, come fosse un dovere&#8230;</p>
<p>Immaginavo consuetudini, intimità e condivisione.<br />
Immaginavo me e te, sul divano, sotto un plaid a guardare un dvd, a riscoprire una vecchia canzone,  a pianificare un nuovo viaggio da fare insieme, prenotando nella notte un volo low cost o magari facendo scorrere solo il dito sulla mappa. Ci vedevo insieme, ad inventare scuse con gli amici per non dover uscire, una volta il tuo mal di testa e un&#8217;altra la mia stanchezza per aver lavorato troppo, uniti nell&#8217;atto di proteggere quel nostro mondo e farlo rimanere intatto, chiuso dentro i confini di un bicchiere di vino rosso, e aperto solo alle nostre chiacchierate infinite su argomenti variegati, come certi gelati del supermercato.  Ho creduto in me e in te, come fossimo indivisibili, senza l&#8217;assillo del &#8220;dove sei stato?&#8221; e del &#8220;perchè sei tornata così tardi?&#8221;</p>
<p>Ho imparato ogni centimetro della tua pelle, e tu sai quanti ce ne sono, per poterlo fissare nella memoria e poterlo riscoprire ogni giorno, come fosse una sorpresa. <strong> </strong>Ho cercato di difendere me e te, decostruendomi minuto dopo minuto&#8230;  liberandomi, secondo per secondo, dall&#8217;abitudine e dalle mie azioni compulsive, per creare con te un legame che fosse vero. Finalmente.</p>
<p><strong>Ho lasciato scappar via l&#8217;amore e l&#8217;ho incontrato dopo poche ore.</strong></p>
<p>Ho visto delle cose senza di te, e ti ho sentita accanto, a guardarle. Con me.</p>
<p>Perchè volevo portarti il caffè a letto.<br />
E cazzo, l&#8217;ho trovato vuoto.<br />
Non è vero che la colpa è sempre di tutti e due.<br />
E&#8217; colpa tua.</p>
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		<title>Sinistre esecuzioni, maldestre soluzioni.</title>
		<link>http://www.pieronline.net/2009/04/sinistre-esecuzioni-maldestre-soluzioni/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 15:57:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pier Online</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Fiction]]></category>
		<category><![CDATA[attore]]></category>
		<category><![CDATA[barba]]></category>
		<category><![CDATA[comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[conformismo]]></category>
		<category><![CDATA[egemonia culturale]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Che vuoi che ti dica? Ci sono rimasto male.
Questa maschera del conformismo culturale, per tanti di noi, ha rappresentato uno dei modi per riuscire a restare a galla.  Amico mio, credimi, lo so che non deve essere stato facile, non lo è mai stato per nessuno di noi. Ci è toccato di non esporci troppo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che vuoi che ti dica? Ci sono rimasto male.</p>
<p align="left">Questa maschera del conformismo culturale, per tanti di noi, ha rappresentato uno dei modi per riuscire a restare a galla.  Amico mio, credimi, lo so che non deve essere stato facile, non lo è mai stato per nessuno di noi. Ci è toccato di non esporci troppo, a volte ci è toccato di non prendere posizioni nette e, se proprio ci hanno messo con le spalle al muro, ci è capitato di abbozzare.</p>
<p>Ma tu hai fatto di peggio. Ieri sera hai negato tutto. Nervosamente, con un tono confuso, hai negato ogni addebito e ogni appartenenza. Eppure quella è la stessa faccia, quella è la stessa bocca da cui uscivano parole profondamente diverse, di segno decisamente contrario. Erano altri tempi, più pericolosi, però non ti nascondevi, anzi&#8230; ti schieravi con decisione, dichiaravi le tue simpatie politiche in scioltezza, senza paura delle conseguenze. Con tono calmo e pacato.<br />
Certo, c&#8217;era un po&#8217; di paura durante i concerti, e più di qualcuno ha preso le botte, proprio sotto al palco. E&#8217; stato lì che ha iniziato ad insinuarsi più di qualche dubbio dentro di te.</p>
<p>Anni strani, quelli. Era tutto un fermento di idee e immaginazione, tutte bellissime, purché fossero vestite di rosso e cantate attraverso una folta barba. E tra queste barbe c&#8217;erano anche  i tuoi colleghi più fortunati, quelli che sarebbero diventati presto uomini da un milione di copie a disco, tutte barbe apertamente schierate dal lato opposto al tuo. Uno marchio di fabbrica simbolico, era di questo che si trattava. Quella barba era un distintivo, una garanzia di indipendenza, un segno di appartenenza. A te la barba non cresceva, pochi e mal disposti peli sulla faccia che, anche volendo, non avrebbero mai potuto somigliare ad una barba propriamente detta. Ma non fu per quello che iniziarono a correggerti i testi: “Ehi, questo non lo puoi dire, amico. Hai talento ma se ci tieni a fare un disco tutto tuo forse è meglio che canti cose diverse.”</p>
<p>Piuttosto curiosa questa tua evoluzione, sai? In un tempo, non troppo lontano,  ti si è sentito dire la tua verità in tono sommesso e oggi, mentre l&#8217;amaro mi sale (e ti sale) in bocca, ti sento mentire a gran voce.<br />
Quanto più si alzava il tono della voce, tanto più le cose hanno cominciato a suonare false, stonate. Ironico per un cantante&#8230;  beh, i tempi sono cambiati, amico mio. Ogni tanto ci si accoppa ancora, ma non è più né il tempo delle botte né delle gambizzazioni&#8230; ora potresti parlare chiaramente.</p>
<p><a href="http://www.pieronline.net/wp-content/uploads/2009/04/em.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-218" style="margin: 4px;" title="em" src="http://www.pieronline.net/wp-content/uploads/2009/04/em-30x150.jpg" alt="em" width="30" height="150" /></a>Raccontavi di quell&#8217;attore che, in un momento di crisi, si costrinse ad appoggiare un candidato di cui detestava personalità e schieramento.  Aveva un bisogno maledetto di quella parte.<br />
“<em>Ehi, sono un attore, e sono anche bravo&#8230;</em> ” – diceva. &#8211; “<em>&#8230; quanto può essere difficile fingere per un po&#8217;&#8230;  di essere un altro?</em>”  Intanto, con chi si stupiva dei suoi nuovi orientamenti, si giustificava con il sempre valido: Tengo famiglia..<br />
Era un ottimo attore. Recitò così bene la sua parte che le porte dei teatri si aprirono magicamente,  cominciò una lunga turnè econ essa arrivò il plauso di critica e pubblico. Poi, una sera in camerino, gli venne la nausea per aver finto così a lungo, non tanto sul palcoscenico, quanto nella vita reale. La sera successiva, senza sapere a cosa andava incontro, sbottò. Ormai saturo e rabbioso urlò a muso duro all&#8217;indirizzo del regista: <span style="font-style: normal;">“</span><em>Sei un uomo senza talento che si riempie la bocca di scempiaggini, odio te e ciò che rappresenti ma&#8230; soprattutto odio me ed il mio essermi venduto ai tuoi maledetti amici tromboni</em><em>.</em><span style="font-style: normal;">”</span> -</p>
<p align="left">Non era finita lì. Qualche mese dopo, il bravo attore recuperò tutta la dignità rifiutando un premio alla carriera. Le televisioni nazionali censurarono il discorso. Anche se tardivamente, armato solo di orgoglio, era riuscito a dire da che parte stava. Concluse il suo discorso di non-accettazione dicendo: “<em>Mi vergogno come un cane. Con tutto il rispetto per i cani, s&#8217;intende. Ho accettato questo piatto caldo tutte le sere, senza preoccuparmi di chi mi dava da mangiare. Questa sera non accetterò questo premio, non c&#8217;è motivo per cui io debba venire premiato. </em>”</p>
<p align="left">E ora tu che fai? Neghi, neghi tutto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">“<em>Ehi, ma che devo fare? Io sono dovuto scappare altrove per poter continuare a lavorare. Se mi togli questo, se mi togli il mio lavoro, mi togli l&#8217;aria&#8230; non lo sai cos&#8217;è successo a quell&#8217;attore dopo quella sera? Te lo dico io&#8230; Niente più teatro, niente più pienoni</em><em>, niente più fila ai botteghini, niente più plausi della critica&#8230; chi lo ha incontrato dice che è invecchiato tutto di un colpo. Gli hanno tolto l&#8217;aria. Mi capisci?</em>”</p>
<p align="left">Andiamo, non può essere sempre così.</p>
<p align="left">“<em>E lei te la ricordi lei?</em>” &#8211; mi dici mostrando una foto.<br />
Se la ricordano tutti, è indimenticabile. La tua domanda è retorica.<br />
“<em>Di lei hanno detto cose orribili&#8230; che era pazza&#8230; che non ci si poteva andare d&#8217;accordo&#8230; poi hanno cominciato con le dicerie su quelle strane cose che accadevano in sua presenza. Tutto falso, disgustosamente falso. Adesso la incensano ma ormai è tardi. E tu sai bene che l&#8217;hanno uccisa loro.</em>”</p>
<p align="left">Sì, e non c&#8217;è solo lei.<br />
C&#8217;è quell&#8217;altro cantante che per essere sdoganato ha dovuto cancellare tutto il suo passato.  Tu lo conoscevi bene, no?<br />
“<em>Ricordi le simbologie sulle copertine dei suoi dischi? Ora dice che sono state frutto di un caso e che lui ai cortei manco ci andava&#8230; peccato che camminasse di fianco a me, e io questo me lo ricordo.</em>”</p>
<p align="left"><a href="http://www.pieronline.net/wp-content/uploads/2009/04/mia.jpg"><img class="size-medium wp-image-217 alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="mia" src="http://www.pieronline.net/wp-content/uploads/2009/04/mia.jpg" alt="mia" width="70" height="128" /></a><em><strong>La verità è che questo è un paese di merda, ed è per loro responsabilità che accadono</strong></em> <em><strong>queste cose. Con una precisa strategia hanno occupato tutte le aree che aiutano a raccattare consenso, hanno cresciuto e alimentato i “loro eroi” nel cinema, nel teatro, nell&#8217;intrattenimento, gli hanno dato loro un peso e una dignità che non hanno, e se ce l&#8217;hanno è solo un aspetto parziale di ciò che sono realmente. E&#8217; per questo che io stesso non posso e non voglio dire chi sono. E non lo farai neanche tu. Io stasera ho un concerto, e domani vorrei continuare a farne altri&#8230; questa è la mia vita.</strong></em></p>
<p align="left">
<p align="left">
<p>Ok, è solo che non pensavo potesse succedere anche a te.</p>
<p align="left">
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