Del bene e del male

“Come se la verità fosse una « persona» tanto ingenua e mal destra da abbisognare di difensori! Ed appunto voi, miei cavalieri dalla triste figura, fabbricatori e spacciatori di ragnatele dello spirito, voi lo sapete molto bene che nulla deve importare se proprio voi piuttosto d’un altro, avete ragione, che nessun filosofo alla lunga ha avuto ragione, e che c’è maggior verità in ogni punto interrogativo, che voi mettete dopo certe vostre parole e certe frasi preferite (ed all’occasione anche dietro voi stessi) che in tutti gli atteggiamenti solenni di cui vi fate belli dinanzi agli accusatori ed alle corti di giustizia!”   Friedrich Wilhelm Nietzsche


C’è tutta quella faccenda sul male, ricevuto e inflitto, più o meno consapevolmente.

Si dice che tanto più se ne fa, almeno altrettanto se ne riceverà indietro. E che quando torna, a volte torna raddoppiato, triplicato.  Uno deve fidarsi, non farsi prendere dal rancore, evitare di sobbarcarsi gli sforzi di una vendetta, perché l’universo ha una sua morale, una sua capacità di riportare l’equilibrio.
Insomma, bisogna  lasciare che se ne occupi l’universo che, diversamente da te, è un professionista, ha tutto il know how, si assume la responsabilità di tutto,  ti solleva da ogni impegno, mentale e fisico, ti evita qualunque grana e porta a termine l’incarico senza tentennamenti.
Colpisce con precisione chirurgica, ti tocca in quello che hai di più caro, è glaciale, repentino come un lampo, maniacale nel cercare il punto in cui senti più dolore. Nessun margine di errore.

Il saggio consiglia di recarsi presso il fiume, posizionarsi sulla riva ed attendere.

A volte conviene portarsi i pop corn e godersi lo spettacolo.

Ma poi, se questo vale per il male, spero tanto che si possa dire altrettanto del bene.
E sei hai fatto del bene, più o meno consapevolmente, ti ritornerà indietro, raddoppiato, triplicato.
Parlo di quei gesti nobili che si fanno per il piacere di scorgere un sorriso, di aiutare qualcuno in difficoltà, per il piacere che dà l’essere buoni. Non parlo certamente di quei gesti che solo in apparenza sembrano atti di magnanimità o gentilezza ma che – ad uno sguardo più smaliziato – rivelano ben altro.
Volontà di controllo, un guinzaglio stretto al collo e un croccantino di tanto in tanto… persone che pretendono di legarti per una vita attraverso un regalo o una cortesia. Si diventa oggetti personali. Questo tipo di ricatto sentimentale va riconosciuto per quello che è. E condannato fermamente.

Con il bene vero no, quello disinteressato, questo non capita.
E forse non è un caso che si dica “in pace con l’universo”.
Se sei buono sul serio, io lo so,  prima o poi viene fuori…
Ok, è vero…  i gesti buoni non hanno la stessa velocità, lo stesso risalto, dei  gesti cattivi. Saltano meno all’occhio, a volte neanche li riconosciamo. Funzionano sulla lunga scadenza ma prima o poi, lo so, vengono fuori.

Certo, una cattiveria, uno scatto d’ira, una minaccia – le scorciatoie che prendiamo per paura e vigliaccheria – sono subito evidenti, producono conseguenze immediate  ma, come abbiamo visto, tornano indietro, doppie, triple.

Essere persone per bene è faticoso, richiede nervi saldi, e deve essere – oggi più che mai – anche una scelta, non solo un fatto di indole. E se scegliamo di stare dalla parte giusta anche l’universo non può fare a meno di accorgersene.
Lui – che è professionale anche in quello – ti regala soddisfazioni impensabili.
Ti fa dimenticare il male che hai ricevuto e ti concede il regalo più grande.

Il perdono.

Post recenti

Leave a Reply

Security Code: