Alda Merini
Secondo me c’è una grande differenza tra chi ha letto le poesie di Alda Merini e le ha trovate orrende, e chi invece l’ha osannata ed incensata su Facebook, o altrove, senza aver letto una riga. E la differenza sta nel fatto che i primi, pur essendo messi piuttosto male a sensibilità, ci fanno una figura decisamente migliore.
Non serve a niente copiare ed incollare due righe nel proprio status, perché è una patetica simulazione, un grottesco tentativo per dimostrare di averla sempre amata, capita, seguita e sostenuta. Mi spiace, non attacca. L’avete vista due minuti da Chiambretti e avete pensato: “Ma chi cazzo è ’sta barbona vestita in maniera assurda?”
Bella ridente e giovane
con il tuo ventre scoperto,
e una medaglia d’oro
sull’ombelico,
mi dici che fai l’amore ogni giorno
e sei felice e io penso che il tuo ventre
è vergine mentre il mio
è un groviglio di vipere
che voi chiamate poesia
ed è soltanto tutto l’amore
che non ho avuto
vedendoti io ho maledetto
la sorte di essere un poeta.
L’avete scoperta ieri, dopo la sua morte.
Ma io spero che la sua morte serva a suscitarvi una sincera curiosita, e che tutto ciò vi spinga ad andare oltre, per cercare di scoprirla sul serio… Un consiglio, cominciate da qui. “Alda Merini – Una donna sul palcoscenico”. Cercate su Google. Non è certo un mistero il metodo per procurarselo.
Potrete parlare bene di Alda, con occhi commossi e, soprattutto, a ragion veduta.

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