Farmacologia sentimentale

Le scadenze sono uno strumento utile negli affari. Scandiscono i tempi aziendali, danno un ritmo agli obiettivi e certamente aiutano ad evitare che la lista delle cose da fare si allunghi eccessivamente. Il pericolo è che l’abitudine a gestire i ritmi frenetici del lavoro, riducendo le distrazioni, possa sfociare nella propria vita personale. Si dice spesso che non si deve rimandare a domani quello che può essere fatto oggi, ma non si dice abbastanza spesso quanto la “fretta” sia nemica del “meglio”. Sto cercando di dire che le persone vanno gestite diversamente, o meglio, è il caso di dire che le persone non debbano essere affatto gestite.
Lo scadenziario e l’agenda degli appuntamenti sono strumenti che poco si adattano alle relazioni, ai sentimenti e alla vita reale. Anzi, diciamo pure che sono un vero e proprio veleno per i rapporti personali.

Una mia ex, dopo qualche anno di relazione, pretendeva di programmare contrattempi ed imprevisti, che per definizione non sono prevedibili. Arrivavo a chiederle il permesso di farle una sorpresa, magari specificandole il giorno e l’orario, per farla stare tranquilla. E diceva che quello strano ero io.  L’unica cosa che potevo mettere in agenda era la fine imminente della nostra storia. Quella sì che era prevedibile, spaccando il secondo. Fino alle 23.59 del 31/12/99 ero un uomo fidanzato, alle 00.01 del 1/1/2000 mi avviavo verso la carriera di single, non senza qualche malinconia.

E così va il mondo.
A volte è tale la frenesia di dire o fare qualcosa, prima che la vera scadenza si presenti ai tuoi occhi, che la tua bocca dice la cosa giusta con largo anticipo. Che però equivale a dire la cosa sbagliata.
Sarà pure vero che è meglio non fare domani ciò che puoi fare oggi… ma per prenderlo nel culo era più utile stare zitti e procrastinare.

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