Al primo soffio di vento
La vuoi sentire la verità?
Sognavo di portarti il caffè a letto, anche se non te l’ho detto mai.
In giro ci sono uomini di segno opposto, uomini che passano il tempo a cercare la donna che porti loro il caffè mentre sono ancora nel letto con gli occhi impiastricciati, come fosse un dovere…
Immaginavo consuetudini, intimità e condivisione.
Immaginavo me e te, sul divano, sotto un plaid a guardare un dvd, a riscoprire una vecchia canzone, a pianificare un nuovo viaggio da fare insieme, prenotando nella notte un volo low cost o magari facendo scorrere solo il dito sulla mappa. Ci vedevo insieme, ad inventare scuse con gli amici per non dover uscire, una volta il tuo mal di testa e un’altra la mia stanchezza per aver lavorato troppo, uniti nell’atto di proteggere quel nostro mondo e farlo rimanere intatto, chiuso dentro i confini di un bicchiere di vino rosso, e aperto solo alle nostre chiacchierate infinite su argomenti variegati, come certi gelati del supermercato. Ho creduto in me e in te, come fossimo indivisibili, senza l’assillo del “dove sei stato?” e del “perchè sei tornata così tardi?”
Ho imparato ogni centimetro della tua pelle, e tu sai quanti ce ne sono, per poterlo fissare nella memoria e poterlo riscoprire ogni giorno, come fosse una sorpresa. Ho cercato di difendere me e te, decostruendomi minuto dopo minuto… liberandomi, secondo per secondo, dall’abitudine e dalle mie azioni compulsive, per creare con te un legame che fosse vero. Finalmente.
Ho lasciato scappar via l’amore e l’ho incontrato dopo poche ore.
Ho visto delle cose senza di te, e ti ho sentita accanto, a guardarle. Con me.
Perchè volevo portarti il caffè a letto.
E cazzo, l’ho trovato vuoto.
Non è vero che la colpa è sempre di tutti e due.
E’ colpa tua.

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