IN FUGA Scritto da Pier Online @ July 21st, 2008

polinesiaMentre legava la barca al molo, l’odore di pesce arrostito arrivò gradito a solleticargli il naso. Salutò la simpatica coppia di inglesi che aveva portato in giro per tutta la mattina, dopodichè infilò sul fondo della tasca la generosa mancia che gli avevano lasciato. Prese ad annodare la cima e dopo l’ultima vigorosa stretta, iniziò a percorrere il pontile scricchiolante con la consueta lentezza. Anche stavolta, giunto a metà percorso, si fermò ad osservare la riva e il paesaggio tutto intorno. L’acqua cristallina e piena di vita scintillava sotto il sole di febbraio, le colline di un verde acceso squarciavano un cielo senza nuvole. Si calcò bene il panama bianco sulla testa e si accese quel che restava del suo sigaro. Gesti che si ripetevano da sei mesi, da quando cioè era arrivato lì e con l’entusiasmo di un ragazzino aveva cominciato la sua nuova attività. “Un barcaiolo, sono un barcaiolo.” - ripeteva a se stesso con un sorriso compiaciuto sul viso.

Adorava quella lentezza, l’assenza di fretta, e la totale indeterminatezza delle sue giornate. L’unico programma, almeno per il momento, prevedeva un pranzo sotto le palme, nel locale di Jacques a pochi metri dalla spiaggia. Aveva cominciato a frequentare da una paio di settimane una “vahina” dolce e timida, lontana anni luce dalle altre donne che aveva conosciuto nella sua vita. Kari era già seduta ad aspettarlo e Jacques le stava servendo un succo di frutta ghiacciato. Scansò le foglie con un ampio gesto del braccio e il francese lo accolse con un abbraccio fraterno e vero, come ogni mattina. - Mon Ami! - Era un abbraccio che scaldava il cuore, come fra amici che non si vedono da anni, benchè si vedessero ogni giorno alla stessa ora.

Pier mangiò aragosta e bevve un eccellente vino bianco che Jacques faceva arrivare direttamente dall’Italia. La caraffa gelata da mezzo litro scomparve in poco meno di venti minuti. Kari si accoccolò sulla sua spalla, lui riaccese il suo sigaro e mentre il fumo saliva nel cielo chiaro polinesiano, per un solo istante ripensò al Naviglio Grande e al freddo che doveva fare a Milano.

Fu l’ultima volta che ebbe nostalgia.

Non tornò mai più indietro.

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