CAMERINO CON VISTA
- O la borsa, o la vita - Scritto da Pier Online @ July 9th, 2008
Roger: Non puoi vendere un prodotto se prima non fai sentire male la gente.
Nick: E perchè no?
Roger: Perchè è il gioco delle sostituzioni. Devi ricordare alla gente che manca qualcosa nelle loro vite. Ognuno di noi sente la mancanza di qualcosa, giusto?
Nick: Immagino di sì.
Roger: Fidati. E quando si sentono sufficientemente incompleti, non devi fare altro che convincerli che il tuo prodotto è in grado di riempire quel vuoto. E ti ascolteranno, perchè è così che ragiona la gente. Piuttosto che progredire e fare un qualche passo in avanti, piuttosto che riflettere sulle ragioni reali che hanno reso loro vita una vita miserabile, escono di casa e vanno a comprarsi un paio di pantaloni da camionista.
ROGER DODGER - (Directed by Dylan Kidd - 2002)
Questo brillante dialogo è tratto da uno dei miei film preferiti di sempre. In sostanza ci viene detto che la febbre d’acquisto è sintomatica di ben altro problema. Un persistente senso di inadeguatezza, la sensazione di vuoto e un malessere generale dovuto all’assenza di gratificazioni. Tu lo sai bene, ed anche io lo so. Anche se abbiamo questa comune, identica consapevolezza, stamattina mi hai chiamato lo stesso e con un filo di voce mi hai chiesto di accompagnarti. Mi hai chiesto di essere solidale con te e con la tua infelicità, ed io che sento tutto il peso di quell’enorme differenza che c’è tra la solidarietà nel dolore e la complicità in un reato, proprio non me la sento di aiutarti a fare una cazzata. Mi dispiace, stavolta non attacca.
Non sono un accompagnatore di professione, pur avendolo fatto molte, troppe volte. Proprio perchè ho acquisito un’esperienza mostruosa in questo campo, ho finalmente capito di non essere sufficientemente portato. Ho atteso fuori dal camerino una quantità di tempo irragionevole, e per ragazze che non lo meritavano. Ho ascoltato voci diverse di donne aldilà della tendina, le ho sentite imprecare mentre la 42 risultava ancora troppo stretta sulle gambe. E quante ne ho viste uscire dal camerino… quante, con farlocca ingenuità, mi hanno chiesto “Non credi che mi faccia il culone?” E quante volte ho serrato le labbra per non dover dire che quel problema al culo esisteva da molto prima che entrassero a misurarsi i pantaloni. Quante di loro hanno chiuso l’ultimo bottone, ansimando come mantici o trattenendo il fiato. Quante con la faccia paonazza e la pancia costretta in un paio di jeans hanno deciso di non acquistare piuttosto che prendere una 44.
“Qui non ci torno più, hanno le taglie tutte sballate.“
So troppo bene che quando la scelta ricade su di me è figlia di un ragionamento deviato e insensato ma, in qualche modo, anche funzionale. L’accompagnatore perfetto non è un oggetto sessuale, magari lo è stato in precedenza, ma è solo quando smette di essere interessante che diventa il candidato ideale per lo shopping. Sono nato in un’epoca in cui si credeva stupidamente di poter entrare nelle grazie di una donna attraverso la schiavitù del camerino. Ho sentito uomini al di sopra di ogni sospetto uscirsene con frasi sconsiderate: “A me piace molto accompagnare le mie amiche a fare shopping.“
Una frase talmente autolesionista che dimostra inequivocabilmente l’esistenza di un problema ben più grave dello shopping compulsivo: il servilismo.
No, non verrò con te. No, non mi metterò a flirtare con la commessa mentre aspetto fuori come un cane. No, non ho nessuna intenzione di sentire le tue tristi confidenze post acquisto. No, non assisterò alle tue sistematiche cazzate per cui quando hai un disagio sessuale o affettivo ti devi necessariamente comprare una borsa nuova. E non voglio sentirti dire che ti senti in colpa perchè hai comprato qualcosa che non ti potevi permettere, e che forse quelle scarpe manco ti piacciono più di tanto. Non intendo sopportarti mentre dici che l’armadio non ti basta più e che hai troppa roba, metodo sottile per indurmi ad accompagnarti all’IKEA. Ho già troppi pensieri per occuparmi anche di questo. Questo genere di cose forse le farò per la mia fidanzata, o per mia moglie.
O al limite, se proprio vuoi che venga, prima si tromba e poi se ne parla.
Stai sicura che così vengo di sicuro. Cicciona!
E adesso scusami, ma devo proprio andare a comprarmi un PC nuovo e quel cellulare col maxischermo che mi fa sentire tanto figo.



















notevole
Ti do pienamente ragione! Si può flirtare con la commessa anche senza accompagnare nessuno!
ps: asus di nuovo disponibili
pps: aspetta settembre per il cellulare maxischermo… perchè anche la 3 lo venderà…
e sospetto che qualcuno si incazzerà come al solito. ovviamente chi si sente chiamata in causa, no???
Infatti sta succedendo.
Bene… assolutamente vero!! Ultimamente mi dedico molto a questa inutile attività… ma gratificante… solo perchè ti vedi bene con una determinata maglietta e pantalonicino (che non ho trovato) abbinati all’ultimo sandalo “slave” acquistato il primo giorno di saldi… poi.. c’è il massaggio.. l’estetista .. e la parucchiera (che ultimamente non frequento.. perchè ho i capelli che stranamemte mi stanno a posto.. forse per l’ultimo taglio del brasiliano…).
Cmq.. caro il mio Pierino… è così.. è una mancanza.. ti appaga.. superficialmente.. ma ti appaga… e cmq.. non mi basta!!
.. ah sorry… io preferisco farlo da sola… lo shopping.. intendo …
C’è un abuso agghiacciante dei puntini di sospensione.
Sul contenuto, beh… esprimi molto bene quello che io non sono riuscito a scrivere con chiarezza. Anche se è evidente che, il tuo, non è stato un atto consapevole.