MA CHE RAZZA DI CATTOLICA SEI? Scritto da Pier Online @ June 29th, 2008
Neppure alle gerarchie ecclesiastiche ormai frega davvero più niente della fornicazione, ti assicuro.
Ma che razza di cattolica sei? Io i tuoi convincimenti li rispetto, ma non ti devi azzardare a farmi nessuna morale, ripeto nessuna. Io se vuoi discuto con te persino dell’ultima Enciclica papale, ma se cominci a sermoneggiare allora no, allora mi ci metto anch’io, sono io che chiedo conto della vita privata di milioni di persone come te, sono io che voglio parlare del celebre predicare in un modo e razzolare in un altro…
Forza, su, rispiegami come mai questo maledetto Occidente in fin dei conti se la spassa allegramente in scherno apparente a una disobbedienza a Dio, quella che tu chiami concupiscenza e io invece chiamo voglia di scopare. Parliamo di peccato originale: tu come lo gestisci? Come la gestite, voi, la vostra regolare perdita d’innocenza? Come te lo spieghi che il genere umano abbia avuto un indubbio progresso complessivo e tuttavia permanga fatalmente la stessa inguaribile voglia di scopare? Insomma, che differenza c’è tra i tuoi civilizzati che la domenica vanno in chiesa e gli uomini delle caverne?
Scusa, forse parlo troppo difficile, però fammi capire: milioni di cattolici del tuo genere sono concupiscenti e insomma scopano senza dolersene, cioè fanno e non dicono, riservano la loro intransigenza per altre cose: e tu chiedi spiegazioni a me? Rompi le scatole a me perché ammetto e non nascondo?
Neppure alle gerarchie ecclesiastiche ormai frega davvero più niente della fornicazione, ti assicuro. Il peccato originale è divenuto un peccato veniale e arrivederci. Quindi non farmi tutte queste scene, perché la tua concupiscenza non ti comporterà certo la perdita della grazia divina, anzi, figurati, meriterà ogni perdono o indulgenza, sta’ tranquilla. Capirai la scoperta che sto facendo: sto dicendoti quello che centinaia di milioni di cattolici si raccontano da millenni, ossia che la concupiscenza è peccato, sì, ma non tanto, in fondo poi ci si confessa: e si mente soavemente a se stessi, alla famiglia, al resto del mondo. Fa’ pure. Anzi: magari rivestiti, che tra poco rientra il maritino tuo.
Filippo Facci - Il Giornale -


















