SERVIZIO AI PIANI Scritto da Pier Online @ April 8th, 2008
Per una miglior fruizione del testo si consiglia l’ascolto preventivo della colonna sonora.
Devo ammettere che un po’ me l’aspettavo.C’era qualcosa di te che avevo percepito solo a livello inconscio, e che ti mancasse qualche rotella era piuttosto evidente. Ovviamente avevo notato anche tutto il resto. Un fisico come il tuo può mandare un unico, irresistibile messaggio.Testa matta e fisico spaziale. Le due cose insieme hanno creato il corto circuito e, si sa, io a certi richiami non so resistere e manco ci provo a farlo. Mi sei piaciuta subito e, anche se certi finali sono nell’aria fin dalle prime battute, io mi butto sempre in situazioni del genere. Fin da quando mi hai detto “ciao” e io prim’ancora di rispondere al saluto mi stavo già presentando, avevo capito che c’era trippa per gatti. E bada, nella metafora il gatto sono io. Tu, con rispetto parlando, sei la trippa.
Come nella miglior tradizione ti ho dapprima mostrato interesse e poi mi sono defilato, proprio per creare una sospensione e giocare con la mia assenza. E tu non hai resistito. E’ stato sufficiente aspettare.
Quindi ti sei fatta avanti, ma solo a parole.
A me invece è toccato di seguirti in ascensore e agire, facendo quello che so fare meglio. Ho calcolato tutto, e ho camuffato i miei calcoli facendoli apparire come incredibili scherzi del caso. “Toh, anche tu qui?”
L’ho già detto, mi piacevi. E ho cercato di dimostrartelo nei pochi secondi di discesa che ci separavano dal piano terra. A giudicare dalle tue reazioni, io piacevo a te. Lo hai confermato ampiamente anche quando siamo risaliti.
“A che piano vai?”
“Siamo sullo stesso piano.”
“Se la metti su questo piano…”
“Piano, ti prego.”
“Tranquilla ho un piano.”
“Ok, ma facciamo piano.”
In ascensore siamo perfetti. Appena usciamo però smettiamo di capirci.
A volte il sesso ha un vocabolario limitato.

















