BORIS
“Mai più a cazzo di cane” (cit.) Scritto da Pier Online @ March 23rd, 2008
Premessa
Alessandro (Alessandro Tiberi) è uno stagista.
Al suo arrivo sul set de Gli occhi del cuore 2 è pieno di ideali e sogni da realizzare.
La prima persona che incontra è Arianna (Caterina Guzzanti), durissima assistente alla regia. Per mettere da subito le cose in chiaro, Arianna gli dice:
1. Non parlare se non interpellato; 2. Se ti chiedono di fare una cosa la fai senza chiedere perché; 3. Devi essere una scheggia e se non ti va bene, te ne vai.
Considerazioni
Fin dalle prime inquadrature ti accorgi che c’è qualcosa di anomalo ma non riesci a capire cos’è che non ti torna. Dopo qualche minuto, invece, realizzi finalmente cos’è che ti ha destabilizzato. La qualità.
Boris è la prima serie italiana in 14 episodi (ma è già in arrivo la seconda) a raccontarci cosa succede dietro le quinte di una melensa fiction (Gli occhi del cuore 2) attraverso le disavventure di una troupe di veri professionisti ormai rassegnati alle brutture televisive. Tutti i personaggi sono impersonati da volti noti e voci arcinote del panorama televisivo. La vera trovata sta nel fatto che, a mettere alla berlina le fiction italiane, in parte siano stati chiamati gli stessi attori che ne hanno fatto la fortuna.
Citiamo, tra tutti, uno strepitoso Francesco Pannofino (già voce di George Clooney), nella parte del regista caciarone; Caterina Guzzanti, l’inflessibile assistente alla regia; Pietro Sermonti, il divo che si prende troppo sul serio (la sorpresa assoluta); e Carolina Crescentini, l’attricetta raccomandata e capricciosa.
Note Curiose
Boris è il pesce rosso con cui il regista si confronta nei momenti più bui e incasinati della produzione. Pietro Sermonti, come già detto, interpreta il ruolo del divo. Il suo ruolo ne Gli occhi del cuore è quello di un brillante chirurgo, proprio come in Un Medico in Famiglia. La sigla iniziale è di Elio e le Storie Tese.
Conclusione
Questo è il primo telefilm comico italiano a meritarsi, nei fatti, gli appellativi di “telefilm”, “comico” e “italiano”. Difficile parlarne in maniera ampia ed esaustiva. A partire dall’ottimo cast, gli personaggi definiti a tutto tondo, le trame e le sottotrame, le allusioni e le citazioni, ci troviamo decisamente di fronte ad un prodotto al di sopra della media. E’ ben scritto e ben recitato, dunque non posso che consigliarvelo di cuore.
La Frase
Pietro Sermonti, che interpreta il divo presuntuoso e di poco talento, ad un certo punto si lamenta del suo personaggio dicendo più o meno testualmente: “Basta, sono stufo di questi personaggi bidimensionali, trovo molto italiano questo modo di fare, non sarò mai il vostro droide protocollare.“
Giudizio: 





















