SWEENEY TODD
Un Musical sul filo del rasoio.
Scritto da Pier Online @ March 12th, 2008

Sweeney Todd locandina Un po’ in ritardo, ecco la recensione dell’ultimo film di Tim Burton.
Piaciuto, mi è piaciuto. Con riserva. Qualche pesantezza iniziale viene presto accantonata dallo sviluppo della storia.
Cosa c’è di buono, allora. Partire dal fatto che Johnny Depp sia come al solito strepitoso significa essere ripetitivi, forse diventa quasi stucchevole, tuttavia va detto ancora una volta: è semplicemente strepitoso. Punto.
Il suo approccio rimane unico e i personaggi a cui presta la faccia rimangono sempre impressi come archetipi classici, marchiati a fuoco dalla malinconia di vivere. Il barbiere Benjamin Barker, il personaggio da lui interpretato, dopo aver scontato ingiustamente 15 anni in prigione, è sopraffatto da una disperata voglia di vendetta. Inutile dirlo, salta con entrambi i piedi nel “lato oscuro”, senza alcun indugio. Come il Conte di Montecristo insomma, anche se meno organizzato, ma con il valore aggiunto di sapere usare il rasoio con un certo stile. Mentre il Conte reso celebre da Dumas possedeva il gelido fascino della pianificazione e la cura dei dettagli, il barbiere di Depp è un vero e proprio serial killer, talmente disperato da portare avanti la sua vendetta con uno stile che definiremo “alla cazzo”. Solo un impulso da seguire e una certa facilità nell’essere manipolato da Helena Bonham Carter che, invece, pianifica minuziosamente ogni cosa, fin dalle prime battute del film, per condurci tutti allo spaventoso epilogo. La Carter interpreta Mrs Lovett, la bottegaia del piano di sotto, una cuoca dai mille segreti che è meglio non rivelare.

La signora Burton, che in altre occasioni si è dimostrata perfetta, ci regala un’ottima interpretazione da un punto di vista meramente attoriale, venendo a mancare decisamente nella performance canora, che resta però di buon livello. Ne apprezziamo il tentativo, che non mancherà di mandare in visibilio le darkettone, ma che nel contempo lascerà perplesso il più avveduto ed esperto spettatore. Le parti musical di questa pellicola valgono da sole il prezzo del biglietto. Depp si conferma un ottimo cantante con un’espressività encomiabile.

I due personaggi si muovono nelle straordinarie scenografie di Dante Ferretti (Oscar meritato a prescindere dalle nomination) che ci mostrano una Londra ottocentesca, tetra e tentacolare, che Tim Burton innaffia con un’abbondanza di sangue da capogiro. Alan Rickman (Piton in Harry Potter) e Sacha Baron Cohen (Borat) completano degnamente il cast. I loro numeri musicali sono fantastici.

Giudizio: ★★★☆☆

Peraltro Tim Burton, come gentilmente mi ha segnalato mio cugggino, ha appena firmato con la Disney per una nuova trasposizione di Alice nel paese delle meraviglie. Non so perchè ma già mi figuro il bianconiglio che le taglia la gola.

8 Comments so far

  1. Black March 12th, 2008 7:01 pm

    si, concordo.
    soprattutto sulla vendetta.

  2. Francesco(aLiEnO__) March 12th, 2008 11:42 pm

    Ad esser sinceri l’informazione mi è stata passata dal buon vecchio Giucas!:D

  3. babi March 13th, 2008 10:51 pm

    chi sarebbe nel film la signora burton?

  4. Pier Online March 14th, 2008 12:10 am

    La Sig.ra Burton è Helena Bonham Carter.

  5. Marty March 14th, 2008 4:46 pm

    Mi è piaciuto un casino!
    Il film riporta un poco anche a La vera storia di Jack lo squartatore per le atmosfere londinesi e sono interessanti anche i rifererimenti ad altri film di Burton come La fabbrica di cioccolato, anche se qui si parla di un altro tipo di fabbrica, una sorta di “fabbrica del delitto” con catena di montaggio fordiana annessa, e al suo Edward mani di forbice, dove al posto delle forbici troviamo delle lamette da barbiere… ma mentre Edward quelle forbici proprio non le voleva Sweeney Todd anela disperatamente alle sue (uniche) “amiche”…

  6. Pier Online March 14th, 2008 5:19 pm

    Come si vede che hai studiato storia del cinema… e con profitto, peraltro! Analisi breve ed accurata. La tua critica, contrariamente a quanto accade normalmente, contiene i due elementi di base: 1) la tua posizione riguardo al film (ti piace) e 2) le motivazioni, supportate dagli argomenti. Brava Martina!

    Il nostro comune mito Canova, che ha rivoluzionato i modi classici della critica cinematografica, invece sviscera una marea di argomenti, impressioni, elucubrazioni e suggestioni… e poi non si capisce se ha gradito o meno il film, però resta il migliore e leggere le sue cose è sempre fonte di piacere.

  7. Marty March 14th, 2008 8:37 pm

    Canova mon amour!=)
    Ce lo diceva a lezione che non usa dare la sua posizione sui film!
    Diceva il vero dunque…=))

  8. Pier Online March 14th, 2008 9:44 pm

    Mi ricordo una volta che, durante un seminario, in seguito ad un lungo pungolamento da parte di uno dei presenti di cui non faremo il nome, a domanda diretta rispose con quel suo tipico candore. Stava parlando da parecchi minuti di un film di Cronenberg quando, d’un tratto, una voce si levò dalla prima fila: “Sì, ok… però ancora non ho capito una cosa, il film le è piaciuto o no?”
    E lui:
    “La domanda è senza dubbio interessante… - (risate) … ma le dirò, quello che conta è che il film piaccia a chi lo ha pensato, immaginato, scritto e diretto. E io quel giorno ero solo uno spettatore.”

    Fu allora che mi presi una “cotta” intellettuale per quel signore elegante che raccontava un sacco di belle cose con il solo scopo di condividerle.

    (Poi del fatto che sbagli regolarmente il nome degli attori anglosassoni me ne frega il giusto. E’ un professore fenomenale.)

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